Con l'autunno riparte la stagione delle guide gastronomiche, quelle capaci, talvolta, di fare il successo o il fallimento di un ristorante. Le prime a uscire sono la Guida Ristoranti del Gambero Rosso e la guida Osterie d'Italia di Slow Food: due selezioni molto diverse, sia come numeri (2600 indirizzi consigliati per la prima, 1980 per la seconda) che come contenuti: varie le insegne recensite dal Gambero, dai ristoranti di fine dining alle trattorie, dai locali a indirizzo internazionale agli agriturismi. Osterie d'Italia, invece, come da tradizione premia da trentasei anni il "mangiarbere all'italiana", con un buon rapporto qualità prezzo e un'attenzione alla tradizione, pure quando viene spostata alla contemporaneità. Ed è in questa seconda selezione che il Piemonte la fa da padrona, risultando essere la regione con più osterie segnalate (187), e la terza regione per numero di Chiocciole (con cui si premia "l’eccellente proposta e l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food"), con 29 locali, subito dietro a Campania (39) e Toscana (30). In un tripudio di Langhe e Roero, le chiocciole torinesi sono tre: Antiche Sere, Consorzio e Scannabue. Segnalati anche Andirivieni, osteria di Casina Roccafranca; i Fratelli Bruzzone di via Maria Vittoria; L'Acino, tradizionale locale nel Quadrilatero Romano e Le Fanfaron Bistrot, bistrot francese in via Piave. Ma anche Le Vitel Etonné, Le Putrelle, Le Ramin-e, Parlapà, San Giors. C'è poi la speciale sezione dedicata a "Tegamini, padellini e farinata", dove si trovano menzionate, tra le altre, l'ormai storico Alla Baita dei 7 nani, un delizioso locale vintage in pieno centro; il Cavaliere a Barriera di Milano, il mitico Da Gino in Borgo San Paolo, e l'altrettanto leggendario Cecchi in via Madama Cristina. Un po' meno ricca la selezione piemontese della Guida del Gambero Rosso, che comunque assegna tre Gamberi (massimo riconoscimento in fatto di trattorie) al Consorzio, e tre Tavole (il massimo per i bistrot) a Scannabue. Due Mappamondi (simbolo della cucina internazionale) per la cucina Nikkei di Azotea e per il sushi contemporaneo di Kensho e di Koi, e uno per Lo Straniero, in San Donato.Due le forchette di ristorante Del Cambio (nonostante il passaggio di consegne da Matteo Baronetto a Diego Giglio), di Cannavacciuolo Bistrot, del Carignano del Grand Hotel Sitea, di Maison Capriccioli (che però è in fase di cambiamenti), di Casa Vicina, Cubique, Al Gatto Nero, Opera, Piano 35, San Tommaso 10, La Limonaia di Cesare Grandi, Andrea Larossa, Scat_to dei Costardi Bros, Unforgettable, Vintage 1997 e del Ristorante Condividere (che forse era l'unico torinese a poter sperare in una forchetta in più).Luogo Divino Wine Bistrot e Magazzino 52 vengono entrambi premiati con due Bottiglie, la distinzione dedicata ai Wine Bar. Una forchetta invece per Antonio Chiodi Latini e la sua cucina vegetale, per Contesto Alimentare, per Il Monferrato, per La Pista sul tetto del Lingotto, e per Tuorlo Ristorante.Menzioni nella Guida del Gambero Rosso anche per Gaudenzio Vino e Cucina, L'Opera di Santa Pelagia, Tiffany Bistrot di Mare, L'Uliveto, Casa Amélie, Bifrò, Brace Pura, Casa Savoia all'interno dell'hotel Principi di Piemonte, Mammà Isola di Capri alle OGR, Piazza dei Mestieri, Fratò Sapori di Sicilia, Ristorante Giudice, Tre Galline.