BURANO (VENEZIA) - C'era una volta un'isola magica, il racconto potrebbe cominciare così. Gli autori non sono i fratelli Grimm, ma i fratelli Crovato, Giorgio e Maurizio, da decenni cantori delle bellezze della laguna, ma anche sentinelle del degrado e dell'abbandono che sta drammaticamente stravolgendo l'estuario veneziano. Già nel 1978 avevano lanciato il grido d'allarme, con un reportage-choc sulle isole abbandonate. Una Via Crucis, lungo canali, barene e velme, che documentava la distruzione di un patrimonio storico, paesaggistico, architettonico, biologico e culturale. Il J'accuse rivolto alla classe dirigente, ma anche agli stessi veneziani, portò ad un risveglio delle coscienze, sicuramente contribuì ad una maggiore attenzione, ma non riuscì ad invertire il trend. Ora i Crovato lanciano un altro Sos, per una delle isole più iconiche della laguna, Burano, meta costante di invasioni mordi e fuggi di centinaia di migliaia di turisti. Assieme a Murano e Torcello è una delle perle più preziose della laguna nord. Inconfondibile con le sue case dipinte di colori sgargianti e il campanile storto. I numeri, meglio di tante parole, "fotografano" la trasformazione di Burano.

Fino a poche decine di anni fa, gli uomini passavano più tempo in barca che a casa. Tutti pescatori, le mogli aspettavano e ricamavano. I loro merletti erano, e sono tutt'ora, rinomati nel mondo. Agli inizi del Novecento Burano, che fino al 1923 è stato comune autonomo, contava più di 9 mila abitanti, 11 squeri, 825 pescatori professionisti e oltre 700 merlettaie. E circa 300 bambini frequentavano le scuole elementari. Dopo un secolo gli abitanti si sono ridotti a poco più di 2mila, i pescatori iscritti alla cooperativa sono 84, le vere merlettaie sono una decina, e quasi tutte in età non più giovanile, gli scolari sono 56. Con questi numeri il futuro dell'isola colorata appare grigio. Ma purtroppo va sottolineato che lo spopolamento che affligge Burano è comune a tutte le isole e alla stessa Venezia storica che è scesa a poco più di 47 mila abitanti, come attesta il drammatico count down della farmacia Morelli in campo San Bortolomio: un display aggiorna in tempo reale il numero dei residenti. I tempi cambiano e trovare giovani disposti a passare la notte in barca a gettare le reti, oppure ragazze che si consumano la vista con l'ago, per seguire con il filo la trama di raffinatissimi merletti, è sempre più difficile. Le nuove generazioni fanno fatica ad accettare i ritmi di vita isolani e i tempi lunghi nei collegamenti.