VENEZIA - Bufale in laguna. È la "Storia di Venezia attraverso le sue Fake News", che esce il 20 settembre, editore Mazzanti e autori i "Babài". Chi si cela sotto questo collettivo, che riprende il nomignolo popolare dei temutissimi Inquisitori della Serenissima? Scrittori, giornalisti, ricercatori, che hanno inquisito cento bufale su Venezia. Gli autori, coordinati da Pieralvise Zorzi, sono (in ordine alfabetico) Nicola Bergamo, Davide Busato, Antonella Favaro, Alessandro Marzo Magno, Andrea Tirondola, Luigi Vianelli, con la partecipazione straordinaria del Maestro Federico Maria Sardelli che ha smontato da esperto le bufale vivaldiane. Un libro pieno di bufale, note e meno note, antichissime e recentissime, storiche e popolari. Con la possibilità di ascoltare i testi, letti da Pieralvise Zorzi, con una app scaricabile sullo smartphone. Lo smontaggio bufale riguarda cento favolette note e meno note: da Ca' Dario che non hai mai portato sfortuna a nessuno, all'inesistente "povero fornaretto"; da Marco Polo croato, ai leoni marciani di guerra; da Antonio Canova che non c'entra nulla con il ritorno della quadriga marciana a Venezia a, naturalmente, i sei denti del ferro della gondola che non rappresentano i sei sestieri della città. Qui di seguito pubblichiamo una fake d'annata poco conosciuta: la storia del «Ti con nu, nu con Ti» che mai nessuno ha pronunciato in questo modo, semmai: «Ti s nami, a mi s Tobom» perché a Perasto, nelle Bocche di Cattaro, il popolo parlava nell'idioma slavo locale, poi evoluto nel serbocroato, e non certo in veneziano.