Nel dibattito sui prodotti del Made in Italy agroalimentare si contrappongono spesso due visioni: chi difende a oltranza il metodo tradizionale e chi spinge per l'innovazione a tutti i costi. Eppure, come ha dimostrato il talk "Icone commestibili - Tre simboli del Made in Italy davanti alle sfide globali", la contrapposizione è solo apparente. "La tradizione è l'innovazione di un tempo che si è consolidata", hanno ricordato Laura Gatti, vicepresidente del Consorzio Franciacorta, Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, e Daniele Sfulcini, vicepresidente del Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano. Tre prodotti iconici, tre storie che si intrecciano davanti alle stesse sfide: quella della competizione globale, della contraffazione e delle incertezze geopolitiche.
L'innovazione che custodisce il territorio
"Tradizione e innovazione devono dialogare: non si deve scegliere - esordisce Laura Gatti -. La tradizione non va tralasciata, ma dall'innovazione bisogna trarre i vantaggi per migliorare i nostri prodotti". Il Franciacorta, territorio piccolo e vocato, investe su unicità e identità, puntando a "preservare e custodire il patrimonio che abbiamo, che è un patrimonio fatto di terra". L'innovazione, qui, significa nuovi innesti, sistemi evoluti, ma sempre con un obiettivo chiaro: "Non perdere mai di vista l'obiettivo di aumentare sempre la qualità".









