Andreotti, aggiustandosi gli occhiali ricorda: «Ho sempre detto, invano, che il processo di pace deve andare avanti, anche se qualche disgraziato tenta di fermarlo con un’azione avventata. Ma non illudiamoci: i terroristi, nel nome di Allah sparsi ovunque anche da noi, non vanno mica in cassa integrazione...». Cossiga, nervoso, si accende una sigaretta e sbuffa: «Finché laggiù pregano lo stesso Dio in direzioni diverse, non ne usciranno mai. Servirebbero due popoli disarmati e due Dio che si mettano d’accordo sul confine». Santa Madre Teresa, con voce mite, lo mette a tacere: «Dio non divide. Sono gli uomini a mettergli il filo spinato nel cuore. Preghiamo perché non sia solo una pausa. Anche le pause possono diventare preghiere». «Il miracolo di Gaza!», esclama l’ex presidente della Repubblica, battendo il pugno sul tavolo, «Trump, santo subito!». Andreotti, con lo sguardo severo: «Santo subito, come il grido che si levò per Giovanni Paolo II? Non scherziamo Francesco. Qui abbiamo già molti santi in lista d’attesa». Madre Teresa sorride: «Il Signore si serve anche dei peccatori. » Wojtyla sospira: «Nel ’94 dissi ad Arafat che la pace era un dono fragile. Mi rispose: ‘Allora custodiscila tu’. Ma non potevo. Non basta un Papa. Servono uomini e donne che scelgano la pace anche quando non conviene». Cossiga: «E non bastano nemmeno gli americani. Soprattutto se il capocantiere è Donald che come me gioca a poker e bluffando e azzardando ha stupito il mondo e ora ci vuole riprovare con la guerra in Ucraina».
Bisignani: la tregua a Gaza piace a tutti, ma la ricostruzione ancora di più. Il coraggio di disarmare per arrivare ai due Stati
Miracolo a Gaza. E pace in terra agli uomini di buona volontà. Anche in Paradiso la pensano così. Ma Karol Wojtyla, sorseggiando un bicc...











