C’è bisogno di un cambio di leadership, sia nella politica che nel mondo religioso, sia tra israeliani che palestinesi. Lo ribadisce il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, per tre giorni a Roma. Non bisogna “correre” e parlare subito di pace, ha detto il porporato, ma la pace va preparata nonostante gli “ostacoli”.
Il patriarca ha visitato tra l’altro l’ospedale Bambino Gesù, per firmare un accordo per la formazione sanitaria pediatrica nella Striscia di Gaza, ed ha ritirato il premio “per la pace e il dialogo” intitolato al cardinale Achille Silvestrini a nome della parrocchia Sacra Famiglia di Gaza. Presenti il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del dicastero per le Chiese orientali, e monsignor Claudio Maria Celli.
"Basta linguaggio d’odio”
A margine dell’evento, Pizzaballa, interpellato da una schiera di giornalisti, ha detto che per insegnare a non odiare “bisogna innanzitutto cambiare linguaggio, abbiamo per troppo tempo lasciato spazio agli estremisti che hanno usato un linguaggio di disprezzo ed esclusione, ci vuole una nuova leadership, e bisogna anche fare gesti nei territori che riportino un po’ di fiducia nella popolazione”.






