Con 339 voti favorevoli, 78 contrari e 19 astensioni, la Polonia compie un passo che entrerà nei libri di storia: entro il 31 dicembre 2033 gli allevamenti di animali da pelliccia potrebbero dover chiudere. Il Parlamento di Varsavia ha approvato un disegno di legge che prevede anche indennizzi per chi cesserà l’attività in anticipo. Ma il testo deve ancora superare l’ultimo ostacolo: la firma del Presidente Karol Nawrocki.
Un paese simbolo del settore dice basta
La Polonia è il più grande produttore europeo di pellicce — circa 2,7 milioni di pelli nel 2024, principalmente di visoni — e il quarto esportatore mondiale dopo Finlandia, Danimarca e Stati Uniti. Eppure, l’industria era in declino da anni: secondo dati delle Nazioni Unite, le esportazioni sono crollate da 414 milioni di dollari nel 2014 a soli 55 milioni nel 2024.
Il calo non è solo economico ma anche morale. Un sondaggio dell’agenzia statale CBOS, commissionato dall’associazione per i diritti animali Otwarte Klatki, mostra che il 66 per cento dei cittadini polacchi sostiene il divieto, compreso il 61 per cento degli elettori del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS).
“La pratica di scuoiare animali per apparire più belli sta per finire” ha scritto W?odzimierz Czarzasty, vicepresidente del Sejm e leader del partito di sinistra The Left.






