Come conferma la rivista CTC Sentinel dell’accademia militare Usa di West Point, con il saggio del ricercatore Matthew Lewitt (“Hamas complotta in Europa»), i terroristi vantano una fitta rete d’appoggio e finanziamento in Europa, e anche in Italia. Se finora non hanno compiuto attacchi in Occidente, potrebbero essere tentati di architettarli spinti dall’incertezza per la loro sorte, dopo l’accordo di pace che ne sancisce la sconfitta militare, e anche dai difficili equilibri interni di correnti in lotta fra loro. Ce lo ha spiegato l’analista Giovanni Giacalone, ricercatore del Centro Studi Machiavelli e specializzato in terrorismo e controterrorismo all’International Counter-Terrorism Institute di Herzliya, in Israele.

Anzitutto ci ricorda come la presenza di Hamas non sia una novità nelle nostre città: «È presente da decenni in Italia e in Europa tramite organizzazioni-ombrello che si dedicano a iniziative di carità, conferenze, proselitismo, allo scopo di raccogliere fondi. È evidenziato da numerosi rapporti, come quelli per Elnet, l’European Leadership Network che favorisce i rapporti Europa-Israele.

7 OTTOBRE, "COSA HO VISTO IN STRADA": IL RUOLO DEI CIVILI NELLA STRAGE

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