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Miliziani in Italia da prima del 7 ottobre a caccia di permessi di soggiorno
Hamas è già in mezzo noi, in Italia e in Europa con migliaia di simpatizzanti e agenti operativi infiltrati grazie a permessi di soggiorno. Alle manifestazioni pro Pal sventolano pure le bandiere verdi del gruppo terroristico e sui social inneggiano ai miliziani mascherati di Gaza. A Udine durante gli scontri con la polizia durante la partita Italia-Israele i più violenti con il viso coperto dalla kefiah parlavano in arabo per attaccare gli agenti. In Germania gli estremisti sono 32.500 e molti appoggiano Hamas.
"È difficile fornire una stima precisa di quanti siano i simpatizzanti di Hamas in Italia, ma non mi stupirebbe se arrivassimo a migliaia di soggetti" dichiara al Giornale, Giovanni Giacalone, esperto di terrorismo e gruppi islamici. Nel corteo del 4 ottobre a Roma, appoggiato dalla Cgil, vicino allo striscione con lo slogan "dal fiume al mare", che esclude l'esistenza di Israele, un manifestante sventolava la bandiera verde di Hamas accanto ad una gialla di Hezbollah. Il 25 aprile nel corteo pro Pal, sempre nella capitale, altra bandiera del gruppo terroristico vicino a quelle rosse. "Oltre che nelle manifestazioni il sostegno ad Hamas è riscontrabile sui social - spiega Giacalone -. I post di sostegno espliciti sono apparsi sulle pagine di numerosi predicatori e attivisti". Il capo di Hamas all'estero, Ismail Haniyeh, ucciso dagli israeliani a Teheran, è stato glorificato in rete. Il predicatore di Bologna, Zulfikar Khan che arringava i manifestanti pro Pal, poi espulso, aveva postato la foto di un miliziano di Hamas, mascherato e armato, come se fosse un bravo ragazzo. L'ingegnere di Genova Mohammed Hannoun, agitatore dei cortei pro Pal, nega di essere il collettore di fondi di Hamas in Italia, ma gli americani lo hanno sanzionato due volte. L'ultima lo scorso giugno, accusandolo di usare come copertura tre associazioni ABSPP, Cupola d'Oro ed i Palestinesi in Italia-API. Una fonte dell'antiterrorismo conferma che "Hannoun è la figura di riferimento di Hamas in Italia. Fa parte della rete creata in Europa". Oltre alle migliaia di simpatizzanti, Hamas ha inviato nel vecchio continente agenti operativi scoperti in Germania, Danimarca e Svezia. L'ultima cellula pronta a colpire è stata sgominata due settimane fa a Berlino. L'infiltrazione è iniziata ben prima del 7 ottobre con depositi segreti di armi nascosti in Bulgaria, Polonia e Austria. Nei messaggi, fin al 2020, sul telefonino di Abdulhamid Al Ali, sotto processo in Germania, ricevuti da uno dei capi di Hamas in Libano, poi eliminato dagli israeliani, si conferma che "abbiamo persone in Italia" e "vedremo come possiamo aiutare da qui". L'obiettivo di Hamas è ottenere "permessi di soggiorno permanenti" in Europa, come ha stabilito la procura tedesca, per i suoi membri che fanno parte di cellule in sonno. Ibrahim Elrassatmi, secondo gli atti giudiziari tedeschi, era arrivato in Europa nel 2019 dal Libano "su ordine delle Brigate Al Qassam (l'ala armata di Hamas nda) per nascondere un deposito di armi in Bulgaria vicino alla città di Plodvid". Finito sotto la lente degli inquirenti si è scoperto che il fratello, Hassaim, che aveva ottenuto il permesso di soggiorno in Italia. L'operativo di Hamas ha viaggiato verso la Bulgaria passando dal nostro paese per seppellire una cassa di armi che conteneva quattro pistole, un kalashnikov, un silenziatore e diverse munizioni.






