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17 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:38

La violenza di Gianluca Soncin, in carcere a San Vittore, è la stessa di quei 100 uomini che, ogni anno, uccidono donne mettendo in atto le stesse dinamiche che leggiamo nella cronaca di questo ennesimo femminicidio. Oltre ai femminicidi c’è la violenza sommersa, quella che rilevano le indagini Istat e i Centri antiviolenza che accolgono migliaia di donne. Se una donna su tre, ha subito almeno un episodio di violenza nel corso della propria vita, si può affermare che un uomo su tre ha commesso almeno un atto di violenza nei confronti di una donna. Uno su tre.

La sera del 15 ottobre, Gianluca Soncin ha assassinato Pamela Genini, dopo averle fatto violenza per 600 giorni. Un anno e mezzo è durato l’incubo in cui questo sedicente imprenditore, con precedenti penali per reati tributari, ha trascinato una donna di appena 29 anni. I media raccontano di un’escalation di violenze che si ripetevano ciclicamente, ogni venti giorni. Soncin ha desertificato la vita di Pamena Genini, e lo ha fatto come un usuraio che si appropria di risorse altrui, ricorrendo alla violenza ma al posto del denaro voleva potere e controllo. Pamela cancellava se stessa dai social, nascondeva le sue abitudini e riduceva gli spazi della sua vita e Gianluca Soncin ingigantiva se stesso, rispecchiandosi nella paura che riusciva ad incuterle.