PORTO VIRO (ROVIGO) - La vicenda di Gianluca Soncin, il 52enne accusato dell’omicidio della fidanzata Pamela Genini, ha scosso anche il piccolo centro in cui è cresciuto. Soncin ha abitato più di vent’anni a Porto Viro, in provincia di Rovigo, dove ancora vive la famiglia. Al piano terra i nonni, al primo piano Lamberto e Mara, i genitori di Gianluca, che da due giorni non lasciano la loro abitazione: «Non vogliamo parlare di questa storia». I vicini, molti dei quali lo ricordano bambino mentre giocava nel cortile con i loro figli, faticano a conciliare quell’immagine con l’uomo accusato di femminicidio.
Soncin ha frequentato le scuole medie a Porto Viro e le superiori ad Adria, prima di trasferirsi in altre città, da Biella a Pordenone, da Cervia a Milano. Nel capoluogo lombardo ha costruito l’immagine di un imprenditore di successo: auto di lusso, viaggi, una vita agiata. Ma chi lo conosceva più da vicino racconta di un carattere possessivo e di ombre nel suo passato. Una storia di stalking risalente a molti anni fa, mai sfociata in denunce, nei confronti di una donna di origini tedesche che lo avrebbe reso padre, rimane tra i ricordi di amici d’infanzia che parlano anche di un temperamento opprimente. Per il femminicidio, Soncin è difeso anche dall’avvocato Pietro Sartori di Padova.











