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Alessandro Marzo Magno racconta nove scontri epici (e uno epicamente falso)

La Serenissima doveva tutto al mare, lì aveva dato corpo liquido a un sogno di palafitticola potenza, protetto dall'acqua salsa. E sull'acqua salsa protendeva la sua impalpabile rete di dominio: dal mare giungevano ricchezza, informazioni, prestigio. L'Adriatico lo stagno di casa, si potrebbe dire coi termini odierni era percepito come territorio. Per i veneziani, a partire dal Medioevo, non c'era differenza giuridica tra i più recenti domini di terraferma e quello più antico sull'acqua: anelavano sul mare allo stesso tipo di controllo che esercitavano sul suolo, e per qualche secolo, ci sono pure riusciti.

Ecco perché Alessandro Marzo Magno in Storia di Venezia in dieci battaglie navali (Laterza, pagg. 260, euro 20) guarda alla storia veneziana dal versante della battigia, dal punto di vista della maggiore potenza navale del Mediterraneo (e non solo di questo mare chiuso) della fine del Medioevo e della prima età moderna.