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I corsari del progressismo italiano, marinai ormai espertissimi, sono tanti. Pronti a fendere le onde e sfidare i marosi
Un tempo, l'estate, i più la passavano a Capalbio, buen retiro per eccellenza dell'intellighenzia chic che fu. Subito a seguire capatina alla Festa dell'Unità, militanza a suon di salamelle, comizi e bandiere rosse. Infine di nuovo tutti a Roma, chi in sezione chi a lavorare in parlamento. Da qualche anno a questa parte, però, la moda è cambiata. Da quando a sinistra hanno perso ogni contatto con la realtà, ecco infatti che è molto più facile trovarli a bordo di una imbarcazione, a zonzo per i mari, che sulla terraferma.
L'ultima tendenza è la Global Sumud Flotilla. Testimonial d'eccezione: Greta Thunberg che ha convertito l'elettrico nella barca a motore. Niente più venerdì contro il capitalismo sporcaccione (nel senso che inquina), niente più cortei in interrail continuo per l'Europa, niente più predicozzi sul clima al Parlamento europeo. Ora è tutta concentrata sull'operazione umanitaria per Gaza: aiuti alimentari per gli affamati e messaggio politico globale contro l'arci-nemico Netanyahu. Obiettivo: rompere il blocco navale di Israele. Carola Rackete, ex capitana delle Sea Watch 3 ed ex speronatrice di motovedette italiane, ha fatto scuola. E così non stupisce leggere che sono pronti a imbarcarsi anche quattro parlamentari. Di sinistra, ovviamente. Uno di Avs, due del piddì e un cinquestelle. E non è una barzelletta. Zaino in spalla, gomma da masticare contro il mal di mare e kefiah sul cuore, ovviamente.






