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Dopo il rilancio francese dello SCALP Naval, l’Italia deve decidere come colmare il vuoto nei vettori a lungo raggio tra fondi, tempi stretti e vincoli politici

La decisione della Francia di riavviare la produzione del missile da crociera imbarcato SCALP Naval, pone l'interrogativo su quale vettore di questo tipo ricadrà la scelta della Marina Militare italiana per acquisire la capacità di attacco in profondità.

La Marine Nationale, ha recentemente stabilito di aumentare il proprio arsenale di SCALP Naval, ridotto da 250 a 200 esemplari negli anni 2000 per ragioni di bilancio e utilizzato ai sottomarini di classe Suffren e alle fregate di classe FREMM, in considerazione delle evidenze raccolte nei conflitti recenti – soprattutto quello nel Golfo Persico – che hanno dimostrato l'elevato consumo di questo tipo di armamento.