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Il gruppo d'attacco di nave "Cavour" si addestra insieme a quello britannico del "Prince of Wales" per raggiungere la piena intercambiabilità degli assetti durante Neptune Strike 25
Il Carrier Strike Group (Csg) italiano ha lasciato la base navale di Taranto per prendere parte all'esercitazione navale della Nato Neptune Strike 25-4, un'attività di vigilanza addestrativa e di vigilanza pensata per migliorare la prontezza, la deterrenza e la coesione nell'ambito marittimo.
Neptune Strike è cominciata il 19 novembre scorso e terminerà ufficialmente il 25 e oltre alla presenza italiana e britannica vedrà la partecipazione di bombardieri B-52H della Bomber Task Force statunitense, oltre ad ulteriori risorse militari e personale di supporto da Bulgaria, Francia, Grecia, Norvegia, Polonia, Romania, Turchia e naturalmente Stati Uniti. Le unità partecipanti opereranno prevalentemente nel Mar Mediterraneo, con attività che si svolgeranno anche nelle regioni del Baltico e del Mar Nero, comprese operazioni aeree su lunghe distanze. Per la prima volta in assoluto, Neptune Strike include, oltre alla presenza dei B-52H, velivoli senza pilota (Uav – Unmanned Air Vehicle) a lungo raggio della Forza di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione della Nato (Nisrf) di stanza a Sigonella, in Sicilia, rappresentati dagli RQ-4D dell'U.S. Air Force.






