Bari, 28 mar. (askanews) – Ci troviamo sulla portaerei Cavour della Marina Militare, che partecipa alla prima iterazione 2026 della principale attività di vigilanza avanzata (eVA) della Nato, Neptune Strike 26, sino al primo aprile. L’esercitazione combina le capacità marittime dei carrier strike group e delle portaerei operanti nel Mediterraneo occidentale e centrale.

Sotto la guida delle Naval Striking and Support Forces Nato (STRIKFORNATO), con quartier generale a Oeiras, in Portogallo, l’Expeditionary Combat Group (ECG) Juan Carlos I della Marina spagnola, il Carrier Strike Group (CSG) della portaerei Cavour e il Carrier Strike Group (CSG) della portaerei francese Charles de Gaulle contribuiscono alle attività di vigilanza della Nato sul suo fianco meridionale e sud-orientale. Supportati dai velivoli a pilotaggio remoto (UAV) RQ-4D della Nato Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF) con base a Sigonella, in Italia, i mezzi aerei dei gruppi d’attacco – inclusi caccia di quarta e quinta generazione – stanno effettuando missioni dal Mar Mediterraneo attraverso l’Europa continentale e la regione del Mar Nero. Le missioni comprendono l’ingaggio di obiettivi nei poligoni di tiro in Bulgaria, Polonia e Romania.