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Nel documento programmatico per il 2026, l’ispettore della Marina tedesca avverte sul deterioramento della sicurezza marittima, denuncia carenze interne e invoca un rapido rafforzamento

“Percepiamo la minaccia nelle acque nazionali; i nostri equipaggi la vivono in prima persona nelle aree operative”, così l’ispettore generale della Marina tedesca, il viceammiraglio Jan Christian Kaack, descrive la crescente tensione che grava sulle forze navali di Berlino. Nel documento pubblicato sul sito ufficiale della Bundeswehr emergono preoccupazioni non solo per l’attività russa nel Mar Baltico e oltre, ma anche per i rischi legati a operazioni ibride e a infrastrutture sottomarine strategiche.

Il punto di partenza è il riconoscimento esplicito di una minaccia concreta: la Germania e i suoi alleati percepiscono un deterioramento della sicurezza anche nei mari nazionali, segnato da attacchi alle infrastrutture sottomarine critiche, comportamenti russi provocatori, uso diffuso di droni di origine incerta e attività di sabotaggio, reali o presunte. Secondo Kaack, queste azioni mirano a logorare psicologicamente le società occidentali, inducendo stanchezza e sfiducia nelle proprie capacità di difesa, e si collocano deliberatamente nelle “zone grigie” sotto la soglia dell’escalation militare.