Dici Caserta e pensi Reggia, ma non è solo l’imponenza artistica voluta da Carlo di Borbone che porta il nome dell’architetto Luigi Vanvitelli. “Per noi la Reggia di Caserta è il simbolo di tutto il territorio – esordisce così Cesare Avenia, presidente del Consorzio di Tutela Viticoltori Caserta – è porta di ingresso a un territorio molto ricco, in cui le aziende spesso piccole sono i migliori ambasciatori di luoghi che pochi si prenderebbero la briga di andare a visitare”. Così la residenza reale borbonica, patrimonio dell’umanità per l’Unesco, delinea il suo ruolo di ambasciatore simbolico, e luogo di ospitalità, per la quarta edizione di Terre di Lavoro Wines promossa dal Consorzio e dalla Reggia di Caserta. “Il nostro è un consorzio di tutela di vini che insiste su un territorio ampelograficamente molto ricco, tanto da comprendere tre Doc e due Igt – racconta il presidente – Il nome ufficiale del Consorzio è quindi la lista di tutte queste denominazioni e l’evento annuale Terre di Lavoro Wines vuole promuovere le nostre denominazioni”. Con lo spirito pragmatico che lo contraddistingue, Avenia specifica che “Terre di Lavoro era una provincia ai tempi dei Borbone che si estendeva molto oltre Caserta, arrivando al basso Lazio e parte del Molise. Abbiamo scelto questo nome anche per ragioni storiche, ma per affezione siamo molto legati alle nostre denominazioni”.