Il profumo è inconfondibile: di sottobosco, di fieno, di terra bagnata, probabilmente ha anche un leggero sentore di aglio. Il tartufo bianco. Il più pregiato, il più ricercato, il re delle tavole autunnali: mai banale, ne basta pochissimo, arricchisce il piatto sia che si tratti di pasta fresca, di carne cruda o di semplicissime uova al tegamino. Ne sanno qualcosa a Città di Castello, in provincia di Perugia, in Umbria, dove è tutto pronto per la 45esima edizione del Salone nazionale dedicato a questo eccezionale prodotto della tradizione italiana. Tre, due, uno: si parte. Tartufo bianco “che passione” andrà in scena, infatti, da venerdì 31 ottobre fino a domenica 2 novembre e la cornice non poteva che essere quella, la “capitale” della trifola, dove ne nasce una su tre.
Più di 1.500 cavatori, tartufai, uomini e donne di tutte le età con la stessa passione per questo fungo ipogeo dalle mille versatilità; oltre 3mila cani al seguito; il simbolo vivente di un'attività di ricerca che, mica a caso, è patrimonio immateriale dell'umanità per l'UNESCO. Al Salone nazionale del tartufo bianco pregiato, per tre giorni di fila, durante la manifestazione voluta dal Comune assieme alla Regione umbra e con il patrocinio della locale Camera di commercio, il centro storico di Città di Castello si trasformerà del “regno del tartufo”: piazze, giardini e dimore saranno, dicono gli organizzatori dell'evento, i punti cardinali della bussola dei buongustai. Si potranno incontrare i grandi chef, si potranno scambiare due chiacchiere con gli esperti di enogastronomia, ci saranno pure gli aspiranti cuochi delle scuole che si cimenteranno in spettacolari show-cooking (perché d'accordo la tradizione, ma deve essere raccolta - e perché no? anche rinnovata dalle nuove generazioni).








