Che cosa rende le fragole del Metapontino una delle eccellenze più golose della regione Basilicata, in “dolce attesa” per ricevere, a brevissimo, il riconoscimento della Fragola della Basilicata IGP? In fattori in gioco sono diversi: le risorse idriche abbondanti che, grazie alla presenza dei fiumi Agri e Sinni, garantiscono una generosa irrigazione, un terreno fertile e profondo, quindi favorevole al drenaggio dell'acqua, il microclima mite e ottimale, che beneficia della vicinanza con il mare ma soprattutto sono l'impegno, la tecnica e la professionalità crescenti degli imprenditori agricoli locali.
Fragola della Basilicata IGP
Lungo la costa jonica, in quelle terre dove anticamente “fioriva” la Magna Grecia, le fragole lucane maturano molto presto, così la raccolta di queste delizie polpose, dal colore rosso chiaro, intenso e brillante, ed equilibrate negli zuccheri e nell'acidità, si prolunga da febbraio fino a maggio in una superficie produttiva estesa su ben 1.200 ettari.
Fiocco rosso in Basilicata, è nata la Fragola IGP
In Basilicata, la fragolicoltura non costituisce “solo” un patrimonio gastronomico prezioso ma rappresenta anche un tassello importante per l'economia agricola (il valore dell'indotto è superiore a 200 milioni di euro), contribuendo per circa il 25% al PIL agricolo lucano. Inoltre, con l'imminente riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP) e la commercializzazione prevista già nel 2026, questo settore sarà pronto a rafforzare la sua presenza sui mercati nazionali e internazionali, con una produzione previsionale di 500.000 quintali all'anno. La Fragola della Basilicata IGP, quindi, è un ulteriore biglietto da visita, molto appetitoso e utile, per spingere l'immagine della regione oltre la famosa “cartolina” di Matera, la città dei Sassi che, quest'anno, si avvia a vivere da protagonista come “Capitale Europea per la Cultura 2025”.







