Aluglio in Basilicata il rafano non si vede, eppure lo si incontra nelle conserve e in cucina, nei racconti di chi ne conosce e apprezza caratteristiche e virtù. Lo si assapora sotto forma di crema sui ferricelli con mollica di pane e peperone crusco, sulle carni alla brace, sulle bruschette o persino con un uovo al tegamino.

La Basilicata e i suoi tesori del gusto in dieci ricette

MARIO LUONGOSALVATORE LUCENTESERENELLA GAGLIARDI

La raccolta

Radice d’inverno, ruvida e potente, il rafano, o cren, come lo chiamano altrove, si lascia scavare solo tra dicembre e febbraio, quando il freddo lo rende coriaceo e il sapore è più deciso. Gli antichi greci lo amavano, Ildegarda di Bingen lo consigliava contro i reumatismi. In Basilicata arriva nell’Ottocento con i bonificatori veneti: un emigrante al contrario che mette radici nella terra cretosa della Val d’Agri e lì resta, fedele.