Foglie del giardino, piante selvatiche, rafano, raccolto autunnale, fieno, acacia, foglie di fico. Un mondo vegetale che profuma di buono primordiale e stimola la memoria, come sa fare solo l’olfatto. E infatti, a margine, le autrici di “Impronte” sentono il bisogno di specificare il concetto: “Una visione di dove ab- biamo camminato e di qualche luogo dove ci piacerebbe andare, di dove siamo stati e di che cosa abbiamo lasciato dietro di noi”. “Impronte” non è un poema né un romanzo e le sue autrici non appartengono al mondo letterario. “Footprints”, cioè, appunto, “Impronte”, è il titolo del menu degustazione del ristorante Hiša Franko, a Caporetto, in Slovenia. Ma è certamente, a suo modo, un racconto. Firmato dalla superchef Ana Roš e dalla sua head chef Yvonne Melée Simon, originaria di San Francisco, che la sostiene da sei anni nella per niente semplice impresa di far funzionare e crescere continuamente un locale che sembra aver già avuto tutto, le tre stelle (dal 2023), la stella green, oltre al titolo di miglior cuoca del mondo per Ros, protagonista domenica 19 ottobre del Festival C’è + Gusto a Bologna.
L’EVENTO
I talk del Gusto: silenzio, parla il cibo
Eleonora Cozzella
Le riflessioni sulla memoria sono scritte su un lato del menu, di fianco all’elenco di piatti e ingredienti straordinari, suggestivi, inediti. Emulsione di semi di zucca forse non è così esotico o strano, ma certo non è comune. Nemmeno il beignet di granoturco, o la pralina di girasole, che, avverte una nota, “attenzione, è piccante”. Si può dire che di per sé gli ingredienti e i nomi dei piatti abbiano qualcosa di poetico. E dopo tutti quei traguardi e quei riconoscimenti, che cosa cerca ancora, Ana? Non una cosa precisa, perché se aveva delle ambizioni rispetto a questa professione (che si è inventata completamente, partendo dallo zero assoluto) le ha già soddisfatte tutte, ha raggiunto le vette di tutte le classifiche e del gradimento. Qui, forse, c’è in parte la chiave: le vette, che lei ha frequentato nella prima fase della sua vita, quando era nella nazionale giovanile di sci alpino. Le vette, le difficoltà non sono cose che si superano e basta, non finiscono mai.






