Alessandro Antinelli, giornalista Rai, durante la diretta tv al termine della partita vinta dall'Italia contro Israele a Udine, indossa un fiocco nero sul bavero della giacca per tutta la trasmissione. E spiega il suo significato: "Serve a ricordare i 250, tra giornalisti e giornaliste, che sono morti per provare a raccontare quello che un rapporto della Commissione dell'Onu ha definito un genocidio. Questo è un fatto". Insomma, nemmeno il tempo di metabolizzare le parole di Jacopo Cecconi al Tg3 ("L'Italia può eliminare almeno sul campo Israele") che arriva la propaganda sul genocidio in salsa pro-Pal di Antinelli.
"Questo è un lavoro importante che si fa in prima linea", aggiunge Antinelli, prima di passare la parola a un collega che dal capoluogo friulano riferisce sui disordini. Dopo il corteo pro-Palestina, a margine delle manifestazioni contro la partita, una frangia violenta di manifestanti ha tentato di forzare il blocco delle forze dell'ordine per avvicinarsi allo stadio. Ne sono seguiti tafferugli con lancio di petardi, pietre e oggetti contundenti contro poliziotti e Carabinieri, trasformando la serata in un monologo pro-Pal violento. Tra le vittime del caos, anche due giornalisti feriti da pietre scagliate dai teppisti. Elisa Dossi di RaiNews 24 ha riportato lesioni lievi, con condizioni non preoccupanti, mentre un reporter del Local Team ha subito un serio trauma cranico al viso, richiedendo un ricovero d'urgenza al Pronto Soccorso di Udine per una visita oculistica.













