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Ultimo aggiornamento: 9:01

Il titolo, “La storia stravolta e il futuro da costruire”, prometteva un confronto alto sul senso della memoria e della responsabilità civile in occasione dell’anniversario del 7 ottobre. Nella grande sala del Cnel, a Roma, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha invece messo in scena un processo senza appello alla stampa, a giornalisti come l’inviata del Tg3 Lucia Goracci, a intellettuali come Tomaso Montanari, alla relatrice Onu Francesca Albanese, ormai un must nei j’accuse indiscriminati dei filo-israeliani.

Molti dei passaggi più emblematici di questa maratona, durata quasi 10 ore, sono stati selezionati e pubblicati da Il Grande Flagello, su X: i video, rapidamente diventati virali, restituiscono meglio di qualunque resoconto scritto il tono del dibattito, tra dichiarazioni sconcertanti e frasi spiazzanti che spesso travalicano il confine tra l’opinione e l’offesa.

Ad aprire i lavori, Davide Jona Falco, assessore alla comunicazione dell’Ucei, che ha parlato di “mondo alla rovescia”, accusando istituzioni e media di essersi “appiattiti su dati forniti da Hamas come se ottant’anni fa si fossero usate fonti naziste”. Per Jona Falco le università avrebbero “perso il ruolo d’eccellenza per il dialogo”, mentre “intellettuali e partiti si sono trasformati in sostenitori a senso unico della causa palestinese”.