Taglio dell'Irpef, rottamazione quinquies, sterilizzazione parziale dell'aumento dell'età pensionabile, aiuti alle famiglie, sanità, imprese.
Le principali misure che andranno a comporre la prossima manovra da 16 miliardi sono abbozzate a grandi linee. Ma la partita è ancora aperta. Tanto che a meno di 24 ore dall'atteso varo in Consiglio dei Ministri, appare chiaro che serve ancora qualche giorno. Sul tavolo domani arriverà solo il Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles entro il 15, mentre la manovra sarà sul tavolo di un altro Cdm sempre in settimana.
Il nodo da sciogliere è il contributo in arrivo dalle banche: le trattative proseguiranno fino all'ultimo e il punto di caduta dovrebbe fermarsi poco sotto i 3 miliardi. L'ipotesi al momento sul tavolo, da cui arriverebbero 2,8 miliardi, passa attraverso la vecchia tassa sugli extraprofitti che ha visto le banche evitare la tassazione mettendo a riserva 6,2 miliardi: cifra che potrà ora essere svincolata pagando un contributo straordinario attorno al 26-27% (molto più basso del 40% previsto inizialmente); il resto arriverà dagli azionisti attraverso il 26% sulle rendite finanziarie. Non si esclude poi che, come già lo scorso anno, un sacrificio possa essere chiesto anche alle assicurazioni.












