Due miliardi sui salari e quasi 3,5 in tre anni sulla famiglia e per la lotta alla povertà. E ancora 9 miliardi nel triennio per l’abbassamento del secondo scaglione Irpef dal 35 al 33% oltre a nuovi fondi sulla sanità e alla proroga dello stop alla plastic e alla sugar tax. Sono alcune delle novità della manovra 2026 che ha avuto il via libera in Consiglio dei ministri. Ecco, in pillole, i punti salienti della manovra che peserà 18 miliardi.
Salari
Per favorire l’adeguamento salariale al costo della vita, nella legge di bilancio, sono stanziati per il 2026 circa 2 miliardi. La manovra, ha spiegato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla manovra, stanzia 1,9 miliardi sui salari e contro il «lavoro povero». Con lo stanziamento, ha aggiunto, si prevede di tagliare dal 5 all’1% la tassazione sui premi di produttività elevando la soglia dei premi soggetti ad aliquota sostitutiva, detassando le componenti del salario dei turni notturni e festivi e di intervenire sul lavoro povero, stimolando i rinnovi contrattuali dei redditi fino a 28 mila euro - soglia non coperta dal taglio Irpef - con una aliquota del 5%.
Famiglia











