Taglio dell’Irpef, rottamazione quinquies, sterilizzazione parziale dell’aumento dell’età pensionabile, aiuti alle famiglie, sanità, imprese. Le principali misure che andranno a comporre la prossima manovra da 16 miliardi sono abbozzate a grandi linee. Ma la partita è ancora aperta. Il nodo da sciogliere è il contributo in arrivo dalle banche: le trattative proseguiranno fino all’ultimo e il punto di caduta dovrebbe fermarsi poco sotto i 3 miliardi. L’ipotesi sul tavolo, da cui arriverebbero 2,8 miliardi, prevederebbe un meccanismo che passa attraverso la vecchia tassa sugli extraprofitti.

Oggi il Documento programmatico di bilancio (Dpb)

Il testo della manovra andrà in Cdm il 20 ottobre, mentre oggi saranno approvate le tabelle della legge bilancio, il cosiddetto Dpb da mandare a Bruxelles entro il 15 ottobre. Il vertice di maggioranza di domenica sera a casa della premier Giorgia Meloni non sarebbe infatti stato risolutivo, come già il precedente. E in ambienti di maggioranza si riferisce di una situazione ancora “interlocutoria”. La manovra “non è chiusa”, conferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti incontrando in mattinata a Palazzo Chigi le imprese. Dalle organizzazioni datoriali e di categoria arrivano molte sollecitazioni, dalla riduzione del peso fiscale sul ceto medio alla detassazione delle tredicesime, fino a transizione 5.0.