La manovra 2026 lentamente prende corpo. Un primo punto sarà messo martedì, con un vertice tra i leader della maggioranza prima del consiglio dei ministri che quel giorno dovrà approvare il testo. Il governo dispone di una dote intorno ai 16 miliardi ma molte delle misure di cui si parla restano sospese al vaglio delle coperture e delle trattative con istituzioni e parti sociali. La posta in gioco è alta: tagli fiscali mirati, misure sociali e interventi sulle pensioni devono convivere con l’esigenza di riportare il deficit sotto il 3% e con la necessità politica di non gravare ulteriormente sul debito pubblico.

Pensioni e previdenza in evoluzione

Sul fronte delle pensioni il cantiere è articolato e sensibile sul piano sociale: si valuta la sterilizzazione parziale dell’aumento automatico dell’età pensionabile previsto per il 2027, con soluzioni selettive che potrebbero limitare il blocco agli avvicinati alla soglia dei 64 anni, oltre alla proroga o revisione di strumenti come Quota 103, Opzione Donna e Ape sociale. Parallelamente prende corpo l’ipotesi di incentivare la previdenza complementare e l’uso del TFR per integrare il montante contributivo, misure che mirano a dare flessibilità in uscita senza scaricare immediatamente il costo sui conti pubblici.