Non è un mistero che la vita di Paul Gascoigne sia stata sempre oltre i limiti. Risse-droghe-tanto alcol. Operazioni. Malori. Un genio fuori controllo. Che forse non ha sprecato la sua classe in campo, ma certo ha sciupato o rovinato parte della sua vita. Ma alcuni episodi riesco a sorprendere sempre, anche se il giocatore con i suoi vizi e le sue follie si conosce.
Lui stesso si è commosso nel raccontare la sua lunga lotta contro l'alcolismo durante un'intervista televisiva dedicata al suo nuovo libro, Eight. Gazza ha ammesso di aver "bevuto più di un goccio di brandy" durante la finale di Coppa di Lega del 1996 con i Rangers, nella quale segnò due gol decisivi.
"Era l'intervallo - ha raccontato - il mister mi chiese se avessi bevuto e io dissi di no. Lui rispose: «Allora vai a prenderne uno». Ne bevvi nove, segnai due reti e fui premiato come migliore in campo. Ma non mi fecero andare alla cena dopo la gara perché avevo già bevuto troppo!".
Poi il racconto di una ferita enorme ferita, la morte del fratellino di un suo amico, investito da un'auto mentre lui era presente. "Mi ero preso la responsabilità di badare a lui. È corso avanti per un solo metro e una macchina l'ha colpito. È morto tra le mie braccia". Un dramma che forse ha segnato per sempre la sua vita e contribuito ai suoi problemi di salute mentale. "Ho fatto tante follie - ha detto - ma ora cerco di vedere la vita in modo diverso". Alla fine ha rivelato di aver trascorso mesi senza parlare con i genitori, un periodo che lo ha "distrutto". "Solo quando mio padre mi fece internare capii che era la cosa migliore che potesse capitarmi. Quegli undici giorni mi hanno salvato la vita".







