di

Salvatore Riggio

La confessione dell'ex stella della Nazionale inglese: «Ho bevuto per due giorni di fila. Andavo all’allenamento e nel weekend segnavo due gol, poi tornavo a casa e bevevo di nuovo per due giorni di fila»

«Credo sinceramente che se mia moglie Coleen non ci fosse stata, sarei morto». Sono le parole di Wayne Rooney, ex attaccante di Manchester United e Inghilterra che oggi ha 39 anni, al podcast del suo ex compagno di squadra, Rio Ferdinand. «Ho commesso errori in passato. Lei mi ha aiutato a mantenere la rotta, e lo fa da circa 20 anni – ha continuato Rooney –. Volevo uscire, divertirmi con i miei amici e passare una serata fuori. Sono arrivato a un punto in cui ho esagerato: quello è stato un momento della mia vita in cui ho lottato duramente con l’alcol».

Insomma, Rooney ha davvero lottato duramente contro l’alcol durante la sua carriera da giocatore: «Ho bevuto per due giorni di fila. Andavo all’allenamento e nel weekend segnavo due gol, poi tornavo a casa e bevevo di nuovo per due giorni di fila», ha concluso l’ex attaccante spiegando anche a Rio Ferdinand che arrivava all’allenamento dello United dopo una sessione di bevute. E per smascherare lo stato nel quale si trovava – per non farsi beccare dal tecnico dei Red Devils, Sir Alex Ferguson – usava colluttorio, gomme da masticare e dopobarba. Rooney, dopo le esperienze in panchina con Derby, D.C. United, Birmingham e Plymouth Argyle, è attualmente svincolato.