Le memorie nel libro "Battiti", dove ha parlato senza filtri delle dipendenze, della depressione e degli eccessi vissuti tra gli anni '80 e '90
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Il terreno rosso, la droga, la fama, i soldi, il cancro. Björn Borg, campione indiscusso di tennis ma anche di guai, ha vissuto più di una vita e alla soglia dei 70 anni (che compirà il prossimo anno) ha deciso di mettere nero su bianco le sue memorie nel libro "Heartbeats: A Memoir" ("Battiti"), uscito oggi in Italia. Quello del tennista svedese è un racconto senza filtri né censure della sua lunga vita fuori e dentro al campo da gioco tra depressione, abuso di alcol e farmaci, donne e la battaglia contro un tumore alla prostata, diagnosticato due anni fa.Gli anni difficili"Ho rischiato di morire molte volte, ma oggi ho sistemato la mia vita e sono felice di me stesso", ha dichiarato Björn Borg sulle pagine di Repubblica, che lo ha intervistato in occasione dell'uscita della sua autobiografia in Italia. Nonostante i successi - vincitore di undici titoli del Grande Slam - il tennista svedese ha sempre sofferto la fama e l'attenzione mediatica. "Dopo la sconfitta con McEnroe nel 1981, mi chiusi in casa, attraversai il giardino con una cassa di birre e decisi che era finita. Non provavo più gioia in campo, ma fuori non ero nessuno". Due anni dopo quell'episodio arrivò l'annuncio a sorpresa dell'addio al tennis a soli 25 anni.Droga, alcol e festiniIl declino di Borg iniziò intorno al 1983 e fu segnato da una girandola di vizi ed eccessi: "Allo Studio 54 ho conosciuto Andy Warhol, mi regalò una Campbell’s Soup con dedica. Poi arrivarono la cocaina, l'alcol, i medicinali. Mi stordivo con feste e festini, ero depresso, avevo attacchi di panico. Avevo paura di stare solo, sovrapponevo le relazioni. Frequentavo persone sbagliate, accettavo passivamente tutto, ero in un groviglio. Conobbi Loredana (Bertè, ndr) a Ibiza, mi trasferii a Milano, ma per me quella città fu un disastro. Lei voleva un figlio, arrivai a depositare un campione di sperma per l'inseminazione. Ma per salvarmi dovevo fuggire da lei e da quell'ambiente".









