Cittadinanza onoraria alla relatrice Onu Francesca Albanese. Poi la proposta di candidatura all’Ambrogino d’Oro di un’attivista della Global Sumud Flotilla, Margherita Cioppi. Infine, la mozione per rompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Sono questi i tre argomenti “bollenti” che stanno terremotando la sinistra milanese. Non sono pochi i volti del Pd riformista che ritengono le tre mosse rischiose da un punto di vista elettorale e che, anche se fingono di concordare con la maggioranza, temono che si possa trattare di un vero e proprio boomerang. "A livello internazionale si parla di pace e rilascio degli ostaggi, noi votiamo per rompere un accordo in vigore dal 1994", si chiedono alcuni volti della maggioranza tra i corridoi di Palazzo Marino. Anche perché, mentre tutta Italia sta facendo retromarcia sulla Albanese, sarebbe una scelta "suicida" (così la definise qualcuno) che sia proprio Milano a riaprire la questione della special rapporteur che ha lasciato uno studio televisivo al solo udire il nome della senatrice a vita Liliana Segre. Il tutto dopo che la stessa Albanese aveva bacchettato il sindaco di Reggio Emilia per aver osato pronunciare la parola ostaggi, e che a Bologna, dopo la mozione per conferirle la cittadinanza, c’è stata una levata di scudi anche tra le file dem.