Francesca Albanese, la relatrice Onu si diritti per il popolo palestinese finisce ancora nella bufera.
Questa volta per una frase, o meglio, un paragone fatto tra napoletani e milanesi. E a nulla è servita la precisazione della diretta interessata per fermare le polemiche.
Qualche giorno fa, parlando delle mobilitazioni per Gaza, Albanese aveva sottolinea come "Milano non fosse Napoli. Nel senso che lì ci pensano che si devono svegliare alle sei". Parole, secondo chi la mette sul banco degli imputati, contro la popolazione partenopea.
I primi a scendere in campo sono i neoborbonici che la accusano, pur essendo lei campana (nata ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino) di essere "vittima di luoghi comuni ormai veramente insopportabili dando per scontato (e il sorriso o lo scherzo aggravano la tesi) che, rispetto ai milanesi, i napoletani sono dei nullafacenti del tutto disabituati a svegliarsi alle 6 per andare a lavorare".
Di qui la richiesta, avanzata dal gruppo di Fi in consiglio comunale a Napoli, di bloccare il procedimento per concederle la cittadinanza onoraria avviato lo scorso 7 agosto. La giunta comunale dovrebbe dare il suo ok, poi si passerebbe al conferimento vero e proprio. Contro Albanese si scaglia anche Angelo Pisani, un avvocato, difensore anche di Maradona, che annuncia l'avvio di una class action nei confronti della relatrice Onu.









