Ogni cultura ha un modo per dire “condividere”. In Italia lo diciamo portando una pizza al centro del tavolo. Perché parlare di cibo, oggi, significa parlare di identità: di chi siamo, da dove veniamo, di quanto siamo disposti a mescolarci. Nell’edizione 2025 (18-19 ottobre) di C’è +Gusto a Bologna, torna, con questo intento, l’Arena della Pizza che, giunta alla sua terza edizione, trasloca nel cortile d’ingresso di Palazzo Re Enzo. Uno spazio raccolto, intimo, dove non parlare soltanto di impasti o lievitazioni, ma di comunicazione: di come una fetta di margherita possa dire più di mille parole, di come una capricciosa possa diventare un brand, di come un pizzaiolo possa raccontare la storia di un territorio. E di come il gusto, alla fine, sia solo un altro modo per capirsi.

Un laboratorio, quindi, di linguaggi diversi che si incontrano sotto lo stesso forno. Le due giornate dell’evento come capitoli di un racconto collettivo. Dalla tradizione napoletana alle sperimentazioni senza glutine, dalle storie di confine alle pizze che hanno viaggiato moltissimo, l’Arena continuerà a parlare la lingua più universale che abbiamo: quella che si ascolta con il palato.

Ad aprire le danze, sabato mattina, sarà Vincenzo Fotia, in collaborazione con il Mulino Caputo per raccontare la sua idea della pizza senza glutine. Quasi un manifesto: se il cibo è linguaggio, dev’essere un linguaggio che include, capace di adattarsi, accogliere e tradurre le nuove esigenze.