Nel Paese mancano l’acqua e l’elettricità e la Gen Z scende in piazza. Il Madagascar è scosso da quello che stamattina il presidente Andry Rajoelina ha chiamato «un tentativo di attuare un colpo di stato». Anche l’esercito, che nel 2009 aiutò proprio Rajoelina a salire al potere con la violenza, si starebbe rivoltando contro il capo dello Stato.

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È soprattutto un’unità speciale, la Capsat, ad aver annunciato nelle scorse ore che non avrebbe più attaccato i giovani manifestanti. «Uniamo le forze, militari, gendarmi e polizia, e rifiutiamoci di essere pagati per sparare ai nostri amici, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle» hanno detto in un video pubblicato sui social media, invitando tutti i commilitoni a «impedire agli aerei di decollare» e quelli in altri campi a «rifiutare gli ordini di sparare ai vostri amici». Poi hanno inviato i compagni a «puntare le vostre armi contro coloro che vi ordinano di sparare sui vostri commilitoni, perché non si prenderanno cura delle nostre famiglie se moriamo».

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