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Ultimo aggiornamento: 16:31

I manifestanti malgasci potrebbero aver ottenuto il risultato che volevano: la caduta del governo del loro presidente in fuga Andry Rajoelina. La decisione della Camera bassa del Parlamento del Madasgar per la destituzione del presidente, è arrivata solo qualche ora dopo che questi aveva emesso un decreto per lo scioglimento immediato dell’Assemblea Nazionale, come testimonia la copia pubblicata sulla pagina Facebook della presidenza. Rajoelina era fuggito domenica 12 ottobre, dopo che l’esercito del Paese si era unito alle proteste antigovernative dei giovani che chiedeva le sue dimissioni. Le manifestazioni sono esplose per i tagli alla fornitura di elettricità e acqua, ma si sono presto trasformate in un movimento antigovernativo contro la corruzione dilagante nella nazione.

Di tutta risposta, la Camera bassa del Parlamento del Madagascar ha approvato la destituzione del presidente Rajoelina, accusato di “abbandono dei propri doveri”. La risoluzione, approvata con 130 voti favorevoli su 163, ha superato ampiamente la soglia dei due terzi richiesta dalla Costituzione e rappresenta una dura censura nei confronti del capo di Stato. La presidenza ha definito la seduta “priva di qualsiasi base legale“. In un discorso in diretta su Facebook, il 51enne Rajoelina ha denunciato “attentati alla mia vita e tentativi di colpo di Stato”, attribuendo a “un gruppo di militari e politici” un piano per assassinarlo.