Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:15

Alberto Trentini, l’operatore umanitario recluso da oltre 330 giorni al carcere de El Rodeo I, in Venezuela, potrebbe essere scarcerato nelle prossime settimane. L’ipotesi prende forza nelle ultime ore, attraverso diverse fonti, anche locali, sulla base dei recenti sviluppi nei rapporti tra Roma e Caracas, che vanno dalla visita consolare, nella quale l’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha potuto constatare le condizioni detentive di Trentini, alla recente telefonata del cooperane italiano ai familiari. Tra i possibili scenari vi è il suo trasferimento ai domiciliari, nel Paese sudamericano – in Ambasciata o in uno dei tanti immobili dello Stato venezuelano a Caracas – in vista del successivo ritorno in Patria. A complicare le cose, paradossalmente, potrebbe essere il Nobel per la Pace. Conferito nei giorni scorsi alla leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, aperta sostenitrice di un intervento statunitense che ribalti il governo, il premio sembra normalizzare le minacce di Donald Trump, che nel Mar dei Caraibi ha schierato flotta e soldati dichiarando guerra al narcotraffico di cui accusa direttamente Maduro. Che invece, ogni giorno di più, teme un “imminente attacco armato al Venezuela”, come ha dichiarato l’ambasciatore di Caracas all’Onu, Samuel Moncada.