Come? Hanno firmato la pace? Pure Hamas è d’accordo? Vabbè... chissenefrega. Continuiamo a occupare università, scuole e piazze. Il pro-Pal pensiero è questo: il caos generalizzato vale più dell’obiettivo. Da nord a sud, ci sono sempre i comunisti di Cambiare rotta e l’Unione sindacale di base a tenere le redini della protesta permanente.
Insieme alla manovalanza di centri sociali, collettivi studenteschi e “maranza”. Il grido di battaglia è sempre il solito: «Blocchiamo tutto!».
L’ultima scusa per prolungare i picchetti è il disegno di legge numero 1627 (a prima firma Maurizio Gasparri di Forza Italia) che propone di adottare ufficialmente, in Italia, la definizione di antisemitismo elaborata dall’International Holocaust Remembrance Alliance. «Ddl bavaglio», lo ha ribattezzato Cambiare rotta. «Non serviranno a nulla le intimidazioni delle governance dei nostri atenei e il tentativo da parte del nostro governo di criminalizzare la solidarietà con la Palestina: gli studenti di questa città sanno da che parte stare e sono pronti a bloccare tutto finché non si passerà dalle parole ai fatti e non verrà rotta ogni complicità con il sionismo», dicono gli universitari rossi di Milano, che oggi sfileranno ancora in corteo, bloccando il centro della metropoli, a braccetto con l’Associazione dei palestinesi d’Italia.








