Dalle aule universitarie alle piazze, la nuova rete antisionista prepara il «No Meloni Day». Le proteste pro-Pal non si fermano, anzi. Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 novembre, giornata di «sciopero studentesco» ribattezzata, appunto, «No Meloni Day». Dai collettivi studenteschi ai sindacati di base, dai centri sociali alle sigle comuniste, si va delineando una saldatura sempre più esplicita tra le frange radicali della sinistra antagonista e il fronte antisionista, con parole d’ordine che non si limitano alla condanna di Israele ma evocano apertamente la sua cancellazione. Gli incontri di questi giorni, tra i quali quello di ieri nell’aula «Gaza» dell’università Roma Tre, servono a definire strategie comuni in vista non solo del 14 novembre, ma anche dello sciopero generale del 28 e della manifestazione nazionale del 29 contro la «manovra di guerra e rapina» del governo. Il linguaggio è militante: «Blocchiamo tutto», la parola d’ordine ripetuta come un mantra nei volantini e nei comunicati.