Nessun processo per i vertici di governo coinvolti nella vicenda Almasri. In tre distinte votazioni, a scrutinio segreto, la maggioranza della Camera ha votato in Aula per il 'no' all'autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano: tutti e tre erano indagati per favoreggiamento nella vicenda della liberazione di Osama Almasri, il generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale, arrestato e poi rimpatriato dal governo italiano lo scorso gennaio. Sul Guardasigilli pendeva anche l'accusa di omissione di atti di ufficio mentre al numero uno del Viminale e al sottosegretario Mantovano veniva contestato inoltre il reato di concorso in peculato.

Il caso, su cui da dieci mesi si è scatenata una bufera politica e giudiziaria, sembra chiuso almeno nei confronti dei membri dell'Esecutivo. Da Nordio è arrivata una reazione soddisfatta ma anche dura: "Lo strazio che il Tribunale dei ministri ha fatto delle norme più elementari del diritto è tale da stupirsi che non gli siano schizzati i codici dalle mani, ammesso che li abbiano consultati". Parole che suscitano la reazione indignata dell'Anm: "Il ministro della Giustizia, che ha un alto compito istituzionale, decide di venir meno a ogni principio di continenza, rispetto e misura, aggredendo in maniera scomposta dei colleghi, peraltro sorteggiati per far parte del Tribunale dei ministri, contraddicendo il più volte decantato intento di abbassare i toni", protesta il sindacato delle toghe.