«Eravamo vincolati al segreto istruttorio. Quella “timidezza” o addirittura “menzogna" che ci è stata attribuita dipendeva dal fatto che non si potevano esternare in Parlamento delle considerazioni che potevano essere fatte solo davanti al Tribunale dei ministri». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio esce soddisfatto dall’aula della Camera che, presente la premier Giorgia Meloni, ha «scudato» lui, il ministro Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, per la consegna alla Libia del torturatore libico Osama Almasri, ricercato dalla Corte Penale internazionale, anziché arrestarlo. E ha confermato che non dovranno essere processati, come invece chiedeva il Tribunale dei ministri.
Caso Almasri, sul voto per salvare i ministri il giallo dei «franchi tiratori»
Alla camera 251 contrari all'autorizzazione a procedere per Nordio e Mantovano, 256 per Piantedosi. In totale la maggioranza aveva 242 voti più i 3 del gruppo misto













