Nel rosso del fuoco di un’antica cucina, figure femminili ammantate di tuniche e lunghi lenzuoli, poco più che misteriosi ectoplasmi dagli occhi enormi, praticano l’alchimia all’interno di un cerchio magico, protette da bulbi d’aglio, mentre un’oca bianca gigantesca e un animale fantastico dalle lunghe corna le sovrastano. Sul ripiano e per terra, colorate verdure contrastano con l’ambiente fumoso, dove si celebra il rito quotidiano del cucinare, mescolando sostanze, odori e sapori. Sullo sfondo un enorme camino scuro. Si tratta del dipinto di Leonora Carrington, Grandmother Moorhead’s Aromatic Kitchen (La cucina aromatica di nonna Moorhead) del 1974, che, come suggerisce il titolo, è dedicato alla cucina della sua nonna materna irlandese, che le aveva confidato di discendere dal popolo fatato d'Irlanda.
La grande oca è una creatura magica dei miti celtici, nel cerchio magico ci sono invocazioni scritte in gaelico, mentre il tavolo può apparire come un altare. La cucina è emblema della forza positiva femminile ed è intesa come laboratorio alchemico. È il luogo dove si mescolano gli ingredienti, per esempio piante ed erbe acquistate al mercato, come l’artista faceva per la tempera all’uovo, utilizzata per i suoi dipinti dai colori brillanti, ma l’alchimia era intesa anche in senso junghiano quale trasformazione personale. Un amico e mecenate di lunga data, il collezionista Edward James, disse che le sue opere non erano tanto dipinte quanto «preparate (..) in un calderone allo scoccare della mezzanotte». La tela descritta è l'immagine guida della prima retrospettiva in Italia di Leonora Carrington (Clayton-le-Woods, Regno Unito, 1917 - Città del Messico, 2011), che Palazzo Reale a Milano le dedica a cura di Tere Arcq e Carlos Martín fino all’11 gennaio. In seguito l’esposizione sarà ospitata al Museée du Luxembourg a Parigi.







