Le Università italiane sono oggi in mano a minoranze aggressive, violente e intolleranti che tengono in scacco la maggior parte degli studenti che vorrebbero semplicemente seguire in pace e normalità i corsi a cui si sono iscritti. Quanto al corpo docente e ai vertici accademici sono davvero pochi coloro che si ribellano a questa situazione, vuoi per paura vuoi anche per una tacita accondiscendenza figlia di altre situazioni storiche e culturali (quelle che portavano a comprendere, se non giustificare, certi comportamenti con frasi tipo: “sono compagni che sbagliano”).
Che questo flash fotografico corrisponda alla realtà se ne è avuta l’ennesima riprova l’altro giorno a Siena, ove il Ministro dell’università e della Ricerca scientifica, Anna Maria Bernini, è stata duramente contestata da un gruppo di studenti Pro Pal. Il paradosso è che la Bernini si era recata a Siena per salutare 8 palestinesi arrivati in Italia attraverso il primo corridoio universitario dalla Striscia di Gaza messo in atto dal nostro governo per premiare studenti e ricercatori palestinesi particolarmente meritevoli. Il piano prevede l’assegnazione di 39 borse che, nell’accoglierli in 15 università, garantiscono loro mense, alloggi e corsi accelerati di lingua italiana.









