Francesco Prinetti, Riccardo Corradini, Vincenzo Fullone, Claudio Torrero, Stefano Argenio: sono i nomi di cinque tra gli italiani arrestati da Israele stanotte mentre partecipavano alla seconda missione via mare per Gaza con la Freedom Flotilla Coalition. La delegazione italiana, in tutto una decina di persone, composta da medici, infermieri, un giornalista/attivista e un monaco buddista viaggiava a bordo dell’ammiraglia della flotta, la Conscience, un’imbarcazione di 70 metri con a bordo circa un centinaio di persone provenienti da 25 Paesi. Conscience era salpata dalla Puglia, per l’esattezza da Otranto, una settimana fa, insieme ad altre imbarcazioni della nuova Flotilla diretta verso la Striscia. In tutto dodici imbarcazioni che trasportano in tutto circa 250 persone, che dopo l’abbordaggio di stanotte sarebbero nelle mani dell’esercito israeliano.
Sui social della Freedom Flotilla ci sono già i video di sos dopo l’arresto delle varie delegazioni, a partire da quella italiana. Mentre arrivano le prime rassicurazioni da parte della Farnesina. «L'Ambasciata ed il Consolato d'Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall'alba il blocco della nuova Flotilla», scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani «A loro - assicura il ministro - verrà prestata tutta l'assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fini al momento dell'espulsione». «Se vedete questo video vuol dire che sono stato catturato», dice Riccardo Corradini, chirurgo trentino di 42 anni il cui obiettivo è «contribuire ad aprire un corridoio per Gaza». Originario di Rovereto, è stato il primo in Italia a fare un’esperienza di Erasmus a Gaza, nel 2019, dove ha lavorato negli ospedali della Striscia occupandosi dei feriti provenienti dalle Marce del Ritorno, la grande mobilitazione dei gazawi del 2018/2019 per chiedere la fine dell’assedio da parte di Israele.











