Per chi faceva il tifo il sindaco di Sorrento Massimo Coppola? Per il Comune o per gli imprenditori che facevano causa al Comune? Per questi ultimi, a leggere gli atti delle indagini sul ‘Sistema Sorrento’. E poi tutti a cena a festeggiare, con il fido Raffaele Guida detto Lello il Sensitivo. A brindare per la sconfitta dell’ente pubblico, o meglio, per la vittoria dell’imprenditore, uno di quelli rodati, che secondo i pm di Torre Annunziata versava a Coppola dal 7% al 10% di tangente sugli appalti aggiudicati. Poco male per il buco milionario nelle casse comunali. Quei soldi andavano nei conti di un amico. Uno sul quale si poteva contare.
È ricca di sorprese l’informativa della Guardia di Finanza di Massa Lubrense, desecretata e messa a disposizione delle parti. Dipinge anche vicende prive di rilievo penale, come questa. Ma utili a descrivere il livello di promiscuità e di compromissione tra indagati che avrebbero dovuto tenere ben altri rapporti e altre distanze. È il brodo di coltura di una diffusa corruzione. Una mentalità per la quale il profitto è l’unica stella polare. E l’interesse pubblico è dimenticato.
In questa vicenda, l’ormai ex sindaco Coppola (arrestato nel maggio scorso, ndr) e il suo amico Guida sono i due lati di un triangolo il cui terzo lato è il costruttore Mario Parlato. Anche lui – come loro – colpito a luglio dalla misura cautelare dell’arresto per corruzione. Parlato è un imprenditore di Vico Equense che lavora molto in costiera sorrentina. L’appalto oggetto della lite con il Comune di Sorrento è quello relativo alla pavimentazione di corso Italia. È antecedente all’inizio delle indagini.






