Tutti riconoscono le figure femminili eteree e sinuose di Alphonse Mucha, divenute simbolo dell'Art Nouveau, ma pochi sanno chi è veramente l'artista ceco maestro indiscusso di questo stile che ha rivoluzionato l'immagine della donna a fine Ottocento. A colmare questa lacuna arriva a Roma da domani 8 ottobre la più ampia retrospettiva mai dedicata all'artista, 'Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione', a Palazzo Bonaparte sino all'8 marzo, con una selezione di oltre 150 opere calate in una atmosfera immersiva che ricrea il clima dell'epoca (Parigi fu la sua città d'adozione), senza dimenticare un tuffo nel teatro con alcuni dei celebri manifesti realizzati per gli spettacoli della divina Sarah Bernhardt. O le prime pubblicità consegnate alle sue donne iconiche immerse nei manifesti tra il marchio da reclamizzare e un tripudio di fiori. Ospite d'onore della mostra, prodotta e realizzata da Arthemisia con la Mucha Foundation, in cui l'artista di Ivančice dialoga con grandi maestri suoi contemporanei come Giovanni Boldini e Cesare Saccaggi, è la Venere di Botticelli prestata dai Musei Reali-Galleria Sabauda di Torino. "Siamo convinti che ci sia un fil rouge che lega Botticelli e Mucha basato sull'importanza della bellezza come canone superiore; le donne di Mucha hanno una grazia e una spiritualità che l'accomuna al maestro del rinascimento" spiega Annamaria Bava, co-curatrice con Elisabeth Brooke della mostra.
Mucha e la sua art nouveau in mostra a Roma con oltre 150 opere - Arte - Ansa.it
A Palazzo Bonaparte con ospite da Torino la Venere di Botticelli (ANSA)







