Bolzano, 12 ott. (askanews) – Il Museion di Bolzano è uno di quei luoghi nei quali il contemporaneo si manifesta nella sua versione più impegnata e consapevole, uno spazio che sa accogliere la libertà radicale dell’arte e farne narrazione espositiva. Succede anche con la nuova mostra, dedicata all’artista francese Nicola L., intitolata “I Am The Last Woman Object” e curata da Leonie Radine. “Il suo lavoro – ha detto la curatrice ad askanews – parla al presente, anche se parte dal 1960. Continua a portare speranza, specialmente nel periodo che stiamo vivendo. Lei ha sviluppato sia una pratica radicalmente politica e socialmente impegnata, sia lavori giocosi e divertenti, all’incrocio tra diverse discipline: la scultura, la pittura, la performance, il disegno, il collage e i film”.
La mostra racconta il lavoro di un’artista che ha vissuto in molti luoghi e ha esplorato molte tipologie di opere, dai grandi striscioni per le manifestazioni a sculture magnetiche dedicate a donne della storia e della letteratura, come Cleopatra e Madame Bovary, ma anche Ulrike Meinhof. E una parte importante dell’esposizione è dedicata a opere fatte per essere indossate. “Una delle sue serie più importanti – ha aggiunto Radine – sono i ‘pénétrables’, Li considerava una sorta di seconda pelle e quello che aveva in mente, soprattutto con i pénétrables collettivi, come per esempio degli impermeabili per undici o più persone da indossare insieme e contemporaneamente, era proprio l’idea di comunità e collettività. Voleva creare un corpo collettivo, nella stessa pelle, senza distinzioni di classe sociale, etnia o altri fattori che di solito portano all’esclusione”.










