E' una corsa contro il tempo quella di Sébastien Lecornu, il primo ministro dimissionario della Francia, incaricato dal presidente, Emmanuel Macron, di trovare entro mercoledì sera una quadra per uscire dal caos e dall'incertezza politica che attanagliano la seconda economia della zona euro. Mentre Marine Le Pen e Jordan Bardella (Rassemblement National) boicottano i negoziati dell'ultima chance con il primo ministro e moltiplicano gli appelli per un imminente ritorno alle urne, Lecornu ha ricevuto per tutto il giorno le forze politiche a Matignon. Obiettivo? Arrivare ad una sorta di governo di scopo che porti a casa almeno due priorità per la République: il varo di una manovra finanziaria per il 2026 e l'avvenire istituzionale della Nuova-Caledonia.
Dopo aver minacciato di uscire dal governo in aperta polemica con Lecornu, il presidente dei Républicains (LR) e ministro dell'Interno dimissionario, Bruno Retailleau, indicato da molti come principale fautore della crisi, ha aperto intanto uno spiraglio per un eventuale ritorno del suo partito nel futuro esecutivo. I Républicains, ha detto ai microfoni di CNews, sono "pronti a governare" a condizione che si tratti di una "coabitazione" con i macroniani e che i repubblicani "non vengano diluiti" nel campo presidenziale.
















