di
Claudio Bozza
L'eurodeputata: «In Aula tenevo dei pezzetti di ferro per scaramanzia. Ora chiedo un processo equo, ma in Italia. Stasera festa a Strasburgo, offro io»
Ilaria Salis, lei è libera. Il primo pensiero quando ha visto il risultato del voto durante la plenaria a Strasburgo?«Ero incredula. Per un solo voto di scarto, che paura. Il mio primo pensiero è andato a Maja T., una militante antifascista tedesca, di 24 anni, che si trova in carcere in Ungheria nelle mie stesse, vergognose, condizioni. E che da oltre un anno viene trascinata in catene in un processo farsa. Quella di oggi è stata una vittoria dell’Europa antifascista. Dobbiamo riportare anche Maja in Germania».
Quando ha visto che era salva è saltata in piedi con il pugno chiuso. Se lo era programmato in testa?«È stato spontaneo, sono esplosa, ero molto tesa».














