"Domani l'Europa si gioca la sua credibilità".

Alla vigilia del voto che deciderà il suo futuro, Ilaria Salis, nelle riunioni di queste ore, ripete ai suoi colleghi questa frase. E' determinata, ottimista, ma anche ovviamente tesa, tenuto conto che il pronunciamento finale dell'Aula resta ancora quanto mai incerto.

Attorno a mezzogiorno di domani martedì l'europarlamentare di Avs si troverà di fronte a un bivio: la plenaria di Strasburgo voterà a scrutinio segreto se revocarle l'immunità, come richiesto dal governo ungherese, o sposare la tesi che va difesa perché vittima di una persecuzione politica da parte di Viktor Orban.

Come già accaduto in Commissione Affari Giuridici, saranno cruciali i voti dei 188 popolari, il gruppo più numeroso dell'emiciclo. Tra loro, probabilmente diversi tedeschi, polacchi e eletti nei Paesi dell'Est, potrebbero cogliere l'occasione per fare un torto al premier ungherese. E alcuni osservatori sono convinti che al di là delle dichiarazioni pubbliche, la maggioranza di centrodestra di casa nostra non vedrebbe di buon occhio l'idea di rigettare Salis nelle carceri magiare. Quella sua foto, con le manette ai polsi e i ceppi alle caviglie, incatenata, davanti alla Corte di Budapest colpì molto l'opinione pubblica italiana, provocando grande sdegno anche dentro i confini elettorali del governo. Infine, il voto su Salis arriverà dopo quello sul leader ungherese anti-Orban, Peter Magyar, che potrebbe essere salvato dai socialisti. E non si può escludere una successiva compensazione popolare.